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Ambiente

Il Paese

Monteroduni - Monte Caruso (m. 1.128)
Foresta demaniale di Monteroduni
Siti Naturalistici

Il complesso detto Monte Caruso - Monte Gallo è sito nei primi contrafforti del massiccio del Matese isernino in agro del comune di Monteroduni (IS) ed è esteso per circa 1016 ettari. All’interno del complesso, oltre ai beni naturali, sono presenti anche beni di valore storico come i ruderi di mura ciclopiche e di abitazioni primitive, testimonianza di antiche civiltà Pentro - Sannitiche. Benché siano geograficamente collocate in aree ed a quote differenti, la roverella ed il cerro sono le specie dominanti di questo complesso. La fauna è rappresentata da quasi tutte le specie appenniniche ad esclusione dei grandi ungulati, frequentatori occasionali solo di alcune aree. Il lupo, in considerazione della sua indole, frequenta certamente la Foresta Demaniale perché area poco disturbata. Tra i mammiferi vi sono la faina, la donnola, la volpe nonché la lepre, il ghiro, lo scoiattolo. Anche gli uccelli sono presenti in molte specie appenniniche, stanziali, nidificanti e altre ancora vi trovano rifugio per sostare durante le migrazioni.

Bosco Monte Caruso-Monte Gallo

Il bosco di “Monte Caruso-Monte Gallo” è sito sui primi contrafforti del massiccio del Matese Ibernino nell’Alto Molise in agro del Comune di Monteroduni (IS).
Il bosco si estende per circa 410 ettari, i pascoli naturali occupano circa 550 ettari delle quote medio-alte, mentre i terreni fertili raggiungono una superficie di circa 85 ettari; i restanti 21 ettari sono occupati da incolti sterili e fabbricati rurali.
Flora: il soprassuolo boschivo è costituito da latifoglie: leccio, roverella, carpinella, carpino bianco e carpino nero, cerro, faggio, frassino minore, acero sp. Siliquastro, terebinto. Vi sono giovani rimboschimenti di resinose quali Pino d’Aleppo, pino domestico, pseudotsuga douglasia, abete bianco e cipresso.
Frutti e prodotti del bosco: sono innanzitutto legna da ardere e castagne; seguono funghi, fragole, mirtilli, lamponi, asparagi, nocciole e ghiande.La pietra calcarea da taglio, denominata “Verdello” è molto richiesta per pavimenti, rivestimenti, muratura sia allo stato naturale che opportunamente lavorata.
In località Casone del Principe, nel complesso montuoso di Monte Gallo, sono ancora presenti molti ruderi di mura ciclopiche che testimoniano antiche civiltàPentro-Sannitiche.
Visite: sono sempre consentite visite guidate previa autorizzazione dell’Ufficio Amministrazione Foreste Demaniali Molisane.


Forra Pescorosso

Presentazione generale Gola ad andamento verticale molto interessante, divertente e continua nel tratto centrale, un po’ noiosa l’uscita di almeno un'ora e mezza. In presenza di forte scorrimento alcune calate risultano tecnicamente impegnative. Attenzione alle scariche di sassi causate dalla roccia spesso poco compatta.

Accesso a valle Procedendo sulla SS 85, nel tratto tra Isernia e Venafro, imboccare la SS 158 in direzione Capriati al Volturno, fino a raggiungere, poco prima del ponte di S.Spirito, una strada asfaltata sulla sinistra (bollo Pro Canyon su un manufatto in muratura). Imboccata la strada si continua per alcune centinaia di metri fino ad un incrocio, prendere la strada a destra che in breve diventa sterrata. In prossimità di una marcata curva a sinistra e di una casetta diroccata a destra (bollo Pro Canyon) si può parcheggiare l'auto. La traccia di stradina che si stacca sulla destra della curva, porta nell'alveo del torrente.

Accesso a monte
Tornare fino all'incrocio e svoltare a destra, continuare sempre sulla strada principale che risale la valle e punta decisamente verso Monteroduni (il paese che si vede in alto a sinistra). Si continua per circa 5 Km, dopo aver affrontato un tornante su un ponticello, si raggiunge il cimitero di Monteroduni e poi il centro abitato. Continuare fino ad un incrocio, dove si svolta a destra in direzione di Gallo Matese, poi ancora per circa 10 km, prima affrontando dei tornanti in salita e poi ancora per una serie di curve fino a quando, effettuata una curva a sinistra, la strada procede per un rettilineo in leggera discesa. A questo punto sulla nostra sinistra c'è la possibilità di parcheggiare. Poco più avanti a destra il guard-rail , con bollo Pro Canyon, si apre per dare accesso al sentiero che in breve porta al ponte romano, già visibile dalla strada, dove ha inizio il percorso.

Descrizione

In prossimità del ponte romano si scende nell'alveo. Su un masso (sinistra orografica), sono presenti due fittoni utili per la prima calata di 6 m(S1), questa può essere facilmente disarrampicata in presenza di un esiguo scorrimento. Immediatamente dopo si trova un salto (S2), di circa 15 m, non attrezzato in quanto aggirabile sulla sinistra orografica. Si cammina per un tratto di almeno 200 m fino a trovare il salto (S3) da 15 m attrezzato con due fittoni per il mancorrente più una catena. Continuando si arriva in prossimità di una vasca da attraversare a nuoto, tenendosi sulla destra si arrampica fino a trovare due fittoni per il mancorrente e la catena per il salto (S4) da 10 m. Dopo un tratto di camminata con qualche facile disarrampicata si arriva alla cascata più alta dell'itinerario (S5) da 35 m. La calata prevede un frazionamento che per essere raggiunto facilmente necessita dell'utilizzo del deviatore posto alla sinistra orografica della prima catena, raggiungibile con mancorrente. In caso di portata abbondante si consiglia di utilizzare sia il deviatore che il frazionamento, posto su un comodo terrazzino, per evitare di essere investiti dal getto dell'acqua soprattutto nella parte centrale della cascata. A questo punto, una volta usciti a nuoto dalla grande vasca sottostante, inizia un tratto in discesa molto stretto che porta direttamente sul salto (S6) da 20 m. In caso di forte scorrimento, per raggiungere la catena di calata del C6, si possono utilizzare i due fittoni posti in alto a sinistra appena fuori dalla grande vasca. Ancora una lunga nuotata e, dopo un breve tratto a piedi, ci si affaccia da un punto molto panoramico sul salto da 32 m (S7) che porta nella parte più impegnativa della forra. Infatti il successivo salto da 20 m (S8), con catena posta molto in alto a sinistra, costringe a scendere in uno stretto meandro dove, pur utilizzando il deviatore posto sulla destra, ci si trova ad essere investi dal getto della cascata. Fare molta attenzione nel raggiungere il deviatore in quanto il terreno risulta particolarmente scivoloso e in caso di caduta si finirebbe direttamente sotto il potente getto dell'acqua. Questa calata può essere attrezzata con una teleferica grazie ai due fittoni posti alla base del salto, sulla sinistra idrografica (indispensabili le due corde da 60m). Dalla base si arriva in breve al salto (S9) da 26 m, attrezzato con mancorrente con punto intermedio e catena, posti sulla destra. Ancora una vasca da superare a nuoto e subito dopo in alto a destra si trovano due fittoni che devono necessariamente essere utilizzati per raggiungere la catena (non visibile) che si trova su un terrazzino posto circa 3 metri sotto il ciglio della cascata. Raggiunta la catena, con un salto da 15 m (S10), si arriva in una grande vasca usciti dalla quale si disarrampica un saltino da 3 m. Non resta che camminare per quasi un paio d'ore fino a trovare i bolli che indicano l'uscita dall'alveo, in 5 minuti si torna all'auto.

Note

Si consiglia di verificare se esiste scorrimento sotto il ponte di S. Spirito, in caso affermativo la discesa del torrente potrebbe risultare proibitiva.

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